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    Castelli in Sardegna

    Se si pensa alla Sardegna, in estate, le prime cose che vengono in mente sono sicuramente il mare, le spiagge, le coste…… Eppure, magari a poca distanza dal nostro ombrellone, l’Isola offre numerose possibilità di far conoscere il suo passato, partendo dalla misteriosa civiltà nuragica, per continuare con le tracce lasciate da fenici, cartaginesi, romani e via discorrendo da invasore ad invasore!Questa volta, prendendo come punto di riferimento i tre principali aeroporti della Sardegna, vi suggeriamo una breve visita, magari non sotto il solleone, ad alcuni dei manieri più noti dell’Isola, con il loro carico di fascino e che ci raccontano delle storie, forse minori rispetto alla Storia con la S maiuscola, ma che sono illuminanti di ciò che era questa terra nei secoli compresi tra il XII e il XVIII.Il primo che vi invitiamo a visitare è il Castello della Fava, che sovrasta su un colle calcareo l’abitato di Posada, grazioso paese in provincia di Nuoro, ma ad appena mezz’ora dall’aeroporto di Olbia. Se poi la vostra spiaggia prescelta è quella di Budoni, di San Teodoro o di Siniscola, allora la distanza è ancora minore: il castello, in gran parte diroccato, ma su cui si erge, visibile da lunga distanza, un massiccio torrione, risale probabilmente agli inizi del XIII secolo, e prende il suo caratteristico nome da una leggenda che narra di un assedio da parte dei Turchi, e di un povero piccione letteralmente ingozzato di fave e fatto cadere tra gli assedianti, per far credere che le risorse alimentari degli abitanti del castello fossero ancora consistenti, garantendo quindi una lunga resistenza all’assalto…… Comunque, il costo del biglietto d’ingresso è veramente economico (€ 2,50/ 1,50) e vi è la possibilità di visite guidate.[caption id='attachment_4222' align='alignright' width='300']Bosa Sardegna Castello Malaspina a Bosa, in Sardegna[/caption]Cambiando versante, e spostandoci nelle vicinanze dell’aeroporto di Alghero, vi suggeriamo caldamente, dopo avere percorso i bellissimi 55 km della strada costiera, di visitare la cittadina “fluviale” di Bosa (è alla foce dell’unico tratto di fiume navigabile della Sardegna, il Temo), sormontata dalla mole del Castello di Serravalle, noto anche come Castello Malaspina, dal nome della famiglia nobile di origine toscana che lo eressero nel XII secolo. Oggetto di numerosi riutilizzi e sostanzialmente ben conservato, è visitabile insieme alla bella chiesa affrescata (assai rare nell’Isola) di Nostra Signora de Sos Regnos Altos, risalente al XIV secolo e compresa entro la cinta muraria del castello.Infine, se la nostra meta sarda è invece il sud dell’Isola, e quindi nei dintorni di Cagliari (che peraltro ha anch’essa un suo castello, di San Michele), percorriamo in mezz’ora il tratto di strada che ci separa da Siliqua e dal suo castello di Acquafredda, così denominato da una sorgente d’acqua che sgorga dalle pendici della collina che sovrasta la pianura circostante e sulla cui cima sorge appunto il maniero: che, invero, è parecchio diroccato, ma ricco di fascino (vengono organizzate anche suggestive visite notturne), legato com’è alla tragica storia della vita di Ugolino della Gherardesca.Immortalato nel Canto XXXIII dell’Inferno di Dante, la sua terribile vicenda umana, che si concluse con la morte per fame, insieme ai suoi figli, dentro la Torre della Muda di Pisa, ebbe anche una fase sarda (seconda metà del XIII secolo) durante la quale fece edificare e abitò il castello. Le rovine suggestive, insieme alle leggende che circolano sulla discussa figura di Ugolino, sono la testimonianza odierna di un luogo che venne abbandonato ai fini abitativi fin dall’inizio del XV secolo, per continuare a dominare la valle con la sua mole imponente, e il suo carico di fascino.Insomma, anche con i sandali e il pareo ancora addosso, avrete la possibilità di fare un viaggio lungo il Medioevo della Sardegna, alla scoperta di luoghi e personaggi magari sconosciuti, ma con storie (o leggende) da ricordare e portare a casa al termine delle vacanze!

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