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    Islanda: un laboratorio per la natura

    Se pensate che in Europa, continente sede di millenarie civiltà e culla della cultura che ha dominato, nel bene e nel male, quasi tutto il mondo, non vi siano più luoghi dove la natura primordiale si imponga con la sua forza, la sua spettacolarità e, a volte, con la sua violenza, allora è giunto il momento di visitare l’Islanda.

    Certamente vi ricorderete l’eruzione del vulcano dal nome impronunciabile, Eyjafjöll che nell’aprile del 2010 sprigionò una nube di cenere che costrinse alla chiusura gli aeroporti di tutta Europa.Ecco, l’Islanda è una terra aspra e così peculiare da assomigliare ad un colossale laboratorio a cielo aperto; un laboratorio dove si può studiare come si è formata la Terra che abitiamo.

    Il modo migliore per visitarla, una volta giunti all’ aeroporto internazionale di Keflavik, a circa 50 km dalla capitale Reykjavik, è percorrere la Ring Road (in lingua locale Hringvegur), la strada che, come un gigantesco anello di 1300 km, consente di compiere un giro completo dell’Isola, percorrendola a ridosso delle coste.

    Partendo dunque dalla capitale, nella quale risiedono oltre il 40% degli abitanti dell’intera Islanda (in tutto 280.000), e della quale, come tutte le capitali dei paesi nordici, potrete ammirare l’ordine, la funzionalità e il diffuso uso di ogni sorta di ritrovato tecnologico applicato alla gestione dei servizi, ci si muove, possibilmente con un fuoristrada (le strade interne, infatti, sono in gran parte sterrate), alla scoperta delle spettacolari cascate di Dettifoss, Skògafoss e Gullfoss (ma ce ne sono tante altre, un po’ in tutta l’Isola), dei Geyser (sono gli unici in Europa, e proprio da quello islandese prendono il nome tutti gli altri fenomeni simili presenti nel mondo), dei vulcani e dei ghiacciai.

    E poi, nella riserva naturale di Pingvellir, patrimonio dell’umanità dell’Unesco, non potrete non rimanere affascinati dall’impressionante spettacolo dei canyon e dalle fratture del terreno derivanti dallo scontro tra le placche della crosta terrestre, la cosiddetta deriva dei continenti: vi possiamo garantire che c’è una bella differenza tra il parlarne e “vederla”!

    Prima di concludere, alcuni suggerimenti pratici: il periodo migliore per visitare l’Islanda è tra maggio e agosto (periodo in cui, tra l’altro, la luce solare varia tra le 18 e le 22 ore giornaliere): negli altri periodi, infatti, il ghiaccio e le avverse condizioni meteo, che in alcune zone interne sono veramente “estreme”, rendono difficilmente fruibili tutte le meraviglie di cui vi abbiamo parlato.

    Un altro suggerimento: nonostante la terribile crisi economica che ha colpito il Paese nel 2008, rischiando di piegare un’economia che fino a quel momento era tra le più floride del mondo, con un reddito pro-capite elevatissimo, l’Islanda non è il luogo più adatto per un viaggio low cost; ecco perché, volendo risparmiare qualcosa, oltre che programmare il viaggio con un certo anticipo, può essere utile rivolgersi a strutture di accoglienza diverse dai soliti hotel. Spazio quindi, e ce sono tantissimi, alle guest houses, agli ostelli e ai camping; tutti comunque sempre molto curati e puliti, e che danno anche la possibilità di utilizzare la cucina.

    Infine, occhio ad alzare il gomito: i prezzi delle bevande alcoliche, birre comprese, è incredibilmente alto: meglio quindi un drink in meno, per essere tonici e scattanti per una nuova giornata a contatto con la natura più selvaggia!

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