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    Sardegna tra natura e archeologia

    In estate la Sardegna è certamente una delle mete più ambite dai turisti italiani e stranieri, soprattutto per coloro che cercano spiagge bellissime senza lo stress di ore di fila in macchina o il rischio di avere pochi centimetri quadrati dove aprire l’ombrellone e stendere l’asciugamano!

    Ma, in modo sempre più rilevante, negli ultimi anni si sta sviluppando un turismo che, senza certamente dimenticare il relax e il divertimento, viaggia nell’Isola alla scoperta di altre bellezze, più o meno vicine al mare e più o meno conosciute.Oggi vogliamo perciò parlarvi di alcuni parchi, alcuni noti, altri molto meno, che possono rappresentare un'interessante e inaspettata scoperta anche per chi conosce la Sardegna a menadito.Per chi arriva ad Olbia, ad esempio, con un noleggio auto si può rapidamente raggiungere Palau , davanti al quale si apre il Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, parco geomarino che proprio nel 2014 compie vent’anni.Le attrattive del parco sono numerose, e comprendono in primo luogo le aree marine, per le quali sono vigenti severi vincoli di tutela contro il turismo” selvaggio” fatto di arrembaggi in gommone o in motoscafo: questo è il motivo per cui è interdetta la balneazione e l’ancoraggio presso la celebre Spiaggia Rosa di Budelli, isolotto caratterizzato proprio dall’inconfondibile colore delle sabbie (dovuto all’alta percentuale di foraminiferi) e celebre set, proprio 50 anni fa, del capolavoro “Deserto Rosso” di Michelangelo Antonioni. Ma meritano senz’altro la visita anche i centri abitati e le splendide pinete, per cui è celebre soprattutto Caprera.Chi invece decide di atterrare in Sardegna a Cagliari, a circa mezz’ora d’auto si può raggiungere il minuscolo (500 abitanti) abitato di Goni, nel cui territorio si trova il Parco archeologico di Pranu Mutteddu (Piano dei Mirti): situato su un altipiano (ci troviamo a circa 540 metri s.l.m.), rappresenta un luogo di interesse eccezionale e suggestivo, caratterizzato dalla presenza di numerosi menhir e megaliti, risalenti addirittura all’epoca pre-nuragica, ovvero alla cosiddetta “Cultura di Ozieri”, databile tra il 3200 e il 2800 a.C.Un viaggio, dunque, all’interno della Sardegna più arcaica, ancora più antica persino dei nuraghi, in un’area che è stata oggetto di scavi solo a partire dal 1980 e che, quindi, potrebbe riservare altre eccezionali scoperte.Se invece dall’archeologia più “antica” vogliamo fare un salto di millenni e dedicarci all’archeologia industriale, la scelta si fa vastissima tra i numerosi siti visitabili facenti parte del circuito del Parco Geominerario della Sardegna: come si sa, l’Isola è stata per lungo tempo oggetto di sfruttamento minerario e, una volta tramontata l’attività estrattiva, si è cercato, nonostante le ristrettezze economiche, di rendere fruibili e visitabili i luoghi delle fatiche dei minatori, compresi anche i villaggi sorti attorno alle miniere, e poi abbandonati diventando delle vere e proprie città fantasma.Sono zone della Sardegna spesso solo sfiorate dal turismo “tradizionale”, che però sanno offrire, accanto a queste aree di notevole interesse socio-culturale, anche l’attrazione delle vicine località balneari: si può scegliere l’Iglesiente, con le bellezze di Porto Flavia, il paesino di Masua, la Galleria Henry e le selvagge spiagge di Buggerru. Oppure, il Sulcis, con il suo notevole Museo del carbone presso la Grande Miniera di Serbariu, a Carbonia o l’imponente mole della Centrale termoelettrica di Santa Caterina a San Giovanni Suergiu; da qui, in breve tempo, ci si può ristorare con un tuffo nelle belle spiagge del Sud della Sardegna: Sant’Antioco, Calasetta o Porto Pino che ben si prestano anche alla balneazione dei più piccoli.E, infine, di altrettanto fascino sono i villaggi minerari di Monte Vecchio e Ingurtosu, un tempo centri fiorenti e popolosi, oggi quasi interamente abbandonati: siamo nei pressi della Costa Verde e, come si comprende dal nome, anche in questo caso il mare non è lontano: Piscinas, con le sue bellissime dune, e l’incantevole baia di Scivu.Insomma, in questa zone della Sardegna meridionale il binomio mare e miniere è in grado di fornire sorprese e farvi conoscere aspetti dell’Isola poco noti ai più. Fate buon viaggio, allora, alla scoperta dei numerosi tesori nascosti dell’Isola!Il team Auto Europe

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