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    Dove andiamo? Cinque quartieri alla moda per cinque città

    Musei, monumenti, chiese, parchi ….. la visita di una città generalmente ha come mete fondamentali quei luoghi che si devono vedere: come fare ad andare a Parigi senza passare per la Torre Eiffel? O a Londra senza farsi un bel selfie sotto il Big Ben?Però, per chi è interessato a quello che la città è nella vita di chi abita tutti i giorni, per chi vuole capire quali sono le tendenze, come ci si veste o dove si deve fare shopping, aldilà dei mega centri commerciali, è meglio pensare di fare un salto nei quartieri più trendy, e guardare: le vetrine dei negozi, i locali, la gente che passa o beve un caffè….Generalmente, questi quartieri nascono tutti come luoghi di abitazione delle classi più popolari, e il meccanismo che ci sta dietro è semplice: designer, giovani creativi, studenti sono attratti dai luoghi dove i prezzi, soprattutto degli affitti, sono più bassi. Da lì, il germe della creatività li fa letteralmente esplodere, portandoli nelle pagine dei giornali di tutto il mondo.E’ quanto è successo a molti quartieri di Berlino, la città che già prima del 1989, anno della caduta del Muro, era un ritrovo di artisti da tutto il mondo e che ha “scoperto” l’enorme distesa dei quartieri della parte est, attirando la gioventù di mezza Europa anche grazie al tenore di vita molto accessibile. Tra questi, particolare attenzione merita il Prenzlauerberg, situato nel distretto di Pankow, nella parte nord-est della città: già ai tempi della Repubblica Democratica Tedesca era luogo di ritrovo degli oppositori del regime, e ha conservato questa attitudine di quartiere fuori dalle righe anche dopo la caduta del Muro.Ma in pochi anni, le strade buie e malfamate di un tempo sono state progressivamente sostituite da un’ondata di vitalità innovatrice, con una vera e propria esplosione di locali alla moda: abbigliamento, gastronomia creativa, locali di tendenza e, soprattutto, tanti bambini, visto che pare che Prenzlauerberg sia il quartiere in Europa con la più alta concentrazione di bambini; il che è sicuramente una garanzia di successo e di vitalità anche per i prossimi anni!Se a Berlino la possibilità di vivere decentemente senza spendere una fortuna è stata la molla che ha attratto tanti ragazzi di tutta Europa, Londra continua ad essere un polo d’attrazione irresistibile, ancorché il costo delle abitazioni sia inavvicinabile per la maggior parte dei comuni mortali: così anche nei quartieri più innovativi, come Bermondsey, non si può certo parlare di prezzi bassi! Il quartiere, comunque, che costeggia il Tamigi e si trova nella parte sud della città nasce come luogo di enormi magazzini, di docks lungo fiume e di ritrovo di quell’umanità stracciona spesso descritta da Dickens. A vederlo oggi, con i mercati alla moda, le boutique di tendenza e gli edifici, privati e pubblici, firmati da archistar e premiati da autorevoli riviste di design urbano, Bermondsey fa senz’altro un’altra impressione….E non è certo economica neppure Parigi, dove una visita alla ricerca dell’ultima tendenza non può esimersi dal passare per Belleville; il quartiere, che si trova nel XX arrondissement, nella parte meridionale della città, in realtà è noto anche per vicende artistico-letterarie. E’ infatti il quartiere che ha dato i natali a Edith Piaf, ed è il famoso quartiere multietnico teatro delle vicende del più famoso “capro espiatorio” della letteratura mondiale: Benjamin Malaussene, frutto del genio di Daniel Pennac.E quello che trent’anni fa veniva descritto dal’autore francese come un quartiere malfamato, oggi, pur conservando le sue caratteristiche multietniche, è un luogo affascinantissimo, dove è quasi impossibile trovare casa, visto l’enorme richiesta e i prezzi ormai incontrollabili: senz’altro meglio una bella passeggiata, per gustare la moda più “in” nella città più “in”.In pieno centro città, ma decisamente più accessibile, è il quartiere di Malasaña, chiamato anche Barrio de Las Maravillias: ci troviamo a Madrid, da sempre città dove non ci si ferma un istante (Madrid nunca duerme, dicono i suoi abitanti, ovvero Madrid non dorme mai!). Niente centri commerciali, niente megastore: qui tutto è a misura d’uomo, o, meglio, a misura di chi vuole vivere intensamente tra locali, tapas bar e boutique eccentriche.Il tutto aggiornato in salsa XXI secolo, con fiorire di locali vegani, cucina biologica, bike-bars e ritrovi per hipster barbuti; e non è certo un caso se già nel 2001 Manu Chao citava questo quartiere nel suo hit-single “Me gustas tu”.Concludiamo il nostro viaggio con Roma, dove da tempo due quartieri si contendono il primato delle iniziative più gettonate e dei locali più trendy: il Pigneto e il quartiere Ostiense; quest’ultimo, più facilmente raggiungibile, è quello che forse integra meglio l’aspetto culturale con quello del divertimento e dei locali alla moda: grazie alle iniziative spesso promosse dal DAMS del’Università di Roma Tre, l’Ostiense è diventata una vera palestra per la street art, grazie anche ai numerosi edifici dei vecchi mercati in dismissione, che si presentano come enormi “tele” per la fantasia degli artisti.Locali notturni, biblioteche e librerie di nuova apertura, ristoranti gestiti da giovani chef con la voglia si sperimentare: insomma ci sono tutti gli ingredienti giusti per scoprire una Roma ben diversa da quella “monumentale” del centro storico.

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